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“Se esiste un uomo
non violento,
perché non può esistere
una famiglia non violenta?
E perché non un villaggio?
Una città, un paese,
un mondo non violento?”

(Mahatma Gandhi)

Contrastare il maltrattamento

Prevenire e contrastare il maltrattamento, e favorire il successivo riadattamento fisico, psicologico e sociale delle vittime, sono azioni non solo dettate da convenzioni nazionali e internazionali, ma, soprattutto, rappresentano un dovere morale e sociale nei confronti delle nuove generazioni, delle figlie e dei figli della nostra società.

Elefanti Volanti si impegna da tempo in questo campo, lavorando a tutti i livelli, per creare una cultura che non solo contrasti la violenza, ma che, soprattutto, la rifugga come fenomeno antiumano ed antisociale.

“Se esiste un uomo
non violento,
perché non può esistere
una famiglia non violenta?
E perché non un villaggio?
Una città, un paese,
un mondo non violento?”

(Mahatma Gandhi)

Contrastare il maltrattamento

Prevenire e contrastare il maltrattamento, e favorire il successivo riadattamento fisico, psicologico e sociale delle vittime, sono azioni non solo dettate da convenzioni nazionali e internazionali, ma, soprattutto, rappresentano un dovere morale e sociale nei confronti delle nuove generazioni, delle figlie e dei figli della nostra società.

Elefanti Volanti si impegna da tempo in questo campo, lavorando a tutti i livelli, per creare una cultura che non solo contrasti la violenza, ma che, soprattutto, la rifugga come fenomeno antiumano ed antisociale.

Maltrattamento femminile in Italia
e nel mondo

Nel mondo, e anche in Europa, si stima che una donna su tre (33%)1 (clicca qui) abbia subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e, per la maggior parte (30%), è inflitta da un partner, ex-partner, parenti o amici2.

In Italia il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner3. Secondo il Rapporto Istat 2019 sulle donne vittime di omicidi, delle 111 donne uccise nel 20194, l’88,3% è stata uccisa da una persona conosciuta, e per oltre la metà dei casi dal partner attuale o dal precedente, fenomeno che, purtroppo, è in crescita rispetto agli anni precedenti.

Nel 2020, a causa dei due lockdown dovuti all’emergenza sanitaria COVID-19, chiamate, contatti e vittime di violenza sono aumentate del 59% (il 13,4% provenienti dalla Lombardia5), di cui il 52,7% erano segnalazioni per violenza fisica e il 43,2% per violenza psicologica6. Purtroppo, per il 93,4% il maltrattamento avviene all’interno delle mura domestiche7. Secondo l’AMI, Avvocati Matrimonialisti Italiani, nel 2020 ci le richieste di separazioni sono aumentate del 30%, i femminicidi del 20%, e le violenze intra-familiari del 70%8.

La nostra regione risulta essere quella con il maggior numero di donne di maltrattamento (15,2%), con un incremento del 120% rispetto al 2019.

Maltrattamento femminile in Italia
e nel mondo

Nel mondo, e anche in Europa, si stima che una donna su tre (33%)1 (clicca qui) abbia subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e, per la maggior parte (30%), è inflitta da un partner, ex-partner, parenti o amici2.

In Italia il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner3. Secondo il Rapporto Istat 2019 sulle donne vittime di omicidi, delle 111 donne uccise nel 20194, l’88,3% è stata uccisa da una persona conosciuta, e per oltre la metà dei casi dal partner attuale o dal precedente, fenomeno che, purtroppo, è in crescita rispetto agli anni precedenti.

Nel 2020, a causa dei due lockdown dovuti all’emergenza sanitaria COVID-19, chiamate, contatti e vittime di violenza sono aumentate del 59% (il 13,4% provenienti dalla Lombardia5), di cui il 52,7% erano segnalazioni per violenza fisica e il 43,2% per violenza psicologica6. Purtroppo, per il 93,4% il maltrattamento avviene all’interno delle mura domestiche7. Secondo l’AMI, Avvocati Matrimonialisti Italiani, nel 2020 ci le richieste di separazioni sono aumentate del 30%, i femminicidi del 20%, e le violenze intra-familiari del 70%8.

La nostra regione risulta essere quella con il maggior numero di donne di maltrattamento (15,2%), con un incremento del 120% rispetto al 2019.

Maltrattamento minorile in Italia
e nel mondo

Nel mondo, 1 bambino su 2 è vittima di violenza9. Nel territorio dell’Unione Europea, secondo la WHOEuropean Region, circa 55 milioni di bambini/e sono vittime di maltrattamento10.
Per quanto riguarda il nostro Paese, le vittime minorenni di maltrattamento sono quasi 100.000, con un aumento del 41% nel decennio 2009-2019, e la maggior parte degli episodi di violenza avviene all’interno delle mura domestiche, che rappresentano quindi il luogo più pericoloso11.
Ogni 1000 bambini residenti 4512 sono seguiti dai Servizi Sociali, di cui 9 sono vittime di maltrattamento13. La violenza assistita è la seconda forma di maltrattamento più diffusa: un bambino su 5, fra quelli seguiti per maltrattamento, è testimone di violenza domestica intrafamiliare14, in particolare ai danni della madre. Infine, in oltre il 90% dei casi, i minorenni sono maltrattati da un familiare15.

Uno studio tedesco ha rilevato che i casi di maltrattamento diminuiscono dell’1,8% quando i posti negli asili nido vengono aumentati dell’1%. In riferimento al lockdown per l’emergenza pandemica COVID-19, si può supporre che la chiusura temporanea di servizi di assistenza all’infanzia abbia aumentato la probabilità che i bambini e le bambine siano stati maltrattati.16

Un altro aspetto importante da considerare nell’analisi della relazione tra COVID-19 e maltrattamento, è l’impatto sulla violenza contro le donne (di cui si è parlato in precedenza) e, di conseguenza sui bambini e bambine vittime di violenza assistita.

“Le emozioni provate
nei primi anni di vita,
e altre sensazioni
che hanno suscitato
gioia o dolore,
lasciano tracce indelebili
che condizioneranno
le nostre azioni e reazioni
nell’intero corso dell’esistenza”.

(Rita Levi-Montalcini)

Maltrattamento minorile in Italia
e nel mondo

Nel mondo, 1 bambino su 2 è vittima di violenza9. Nel territorio dell’Unione Europea, secondo la WHOEuropean Region, circa 55 milioni di bambini/e sono vittime di maltrattamento10.
Per quanto riguarda il nostro Paese, le vittime minorenni di maltrattamento sono quasi 100.000, con un aumento del 41% nel decennio 2009-2019, e la maggior parte degli episodi di violenza avviene all’interno delle mura domestiche, che rappresentano quindi il luogo più pericoloso11.
Ogni 1000 bambini residenti 4512 sono seguiti dai Servizi Sociali, di cui 9 sono vittime di maltrattamento13. La violenza assistita è la seconda forma di maltrattamento più diffusa: un bambino su 5, fra quelli seguiti per maltrattamento, è testimone di violenza domestica intrafamiliare14, in particolare ai danni della madre. Infine, in oltre il 90% dei casi, i minorenni sono maltrattati da un familiare15.

Uno studio tedesco ha rilevato che i casi di maltrattamento diminuiscono dell’1,8% quando i posti negli asili nido vengono aumentati dell’1%. In riferimento al lockdown per l’emergenza pandemica COVID-19, si può supporre che la chiusura temporanea di servizi di assistenza all’infanzia abbia aumentato la probabilità che i bambini e le bambine siano stati maltrattati.16

Un altro aspetto importante da considerare nell’analisi della relazione tra COVID-19 e maltrattamento, è l’impatto sulla violenza contro le donne (di cui si è parlato in precedenza) e, di conseguenza sui bambini e bambine vittime di violenza assistita.

“Le emozioni provate
nei primi anni di vita,
e altre sensazioni
che hanno suscitato
gioia o dolore,
lasciano tracce indelebili
che condizioneranno
le nostre azioni e reazioni
nell’intero corso dell’esistenza”.

(Rita Levi-Montalcini)

Maltrattamento minorile
a Brescia

Dal 2017 al 2019 sono 1.526 le famiglie e 2.472 i minori presi in carico dai servizi di tutela17. Di questi, 315 hanno subito violenza assistita, 268 hanno ricevuto maltrattamenti psicologici e 109 fisici 18. Nei centri antiviolenza, nelle case rifugio e nelle comunità per minori cittadine, in oltre, sono stati registrati 1.034 casi nel triennio, di cui 578 minori, 112 donne in protezione e 87 figli19.

Maltrattamento minorile
a Brescia

Dal 2017 al 2019 sono 1.526 le famiglie e 2.472 i minori presi in carico dai servizi di tutela17. Di questi, 315 hanno subito violenza assistita, 268 hanno ricevuto maltrattamenti psicologici e 109 fisici 18. Nei centri antiviolenza, nelle case rifugio e nelle comunità per minori cittadine, in oltre, sono stati registrati 1.034 casi nel triennio, di cui 578 minori, 112 donne in protezione e 87 figli19.

“L’uomo deve elaborare
per ogni conflitto umano
un metodo che rifiuti
la vendetta, l’aggressione,
la rappresaglia.
Il fondamento
di un tale metodo
è l’amore.”

(Martin Luther King)

La nostra attenzione

Per Elefanti Volanti è necessario lavorare sugli aspetti culturali e sociali che possono essere all’origine dei fenomeni di maltrattamento, di cui fanno parte anche i diffusi meccanismi di negazione e minimizzazione. Ci operiamo per:

  • diffondere una consapevolezza sociale e dare sostegno alle famiglie per ristabilire relazioni sane che tutelino il benessere di ogni loro membro, e, in particolare, favoriscano lo sviluppo armonico delle bambine e dei bambini che, troppo spesso, sono vittime inconsapevoli dei conflitti genitoriali;
  • supportare i genitori sia nella fase conflittuale, sia nella fase successiva, per rimarginare le ferite e trasformare il conflitto in un progetto di genitorialità che tuteli il benessere delle proprie figlie e dei propri figli.

“L’uomo deve elaborare
per ogni conflitto umano
un metodo che rifiuti
la vendetta, l’aggressione,
la rappresaglia.
Il fondamento
di un tale metodo
è l’amore.”

(Martin Luther King)

La nostra attenzione

Per Elefanti Volanti è necessario lavorare sugli aspetti culturali e sociali che possono essere all’origine dei fenomeni di maltrattamento, di cui fanno parte anche i diffusi meccanismi di negazione e minimizzazione. Ci operiamo per:

  • diffondere una consapevolezza sociale e dare sostegno alle famiglie per ristabilire relazioni sane che tutelino il benessere di ogni loro membro, e, in particolare, favoriscano lo sviluppo armonico delle bambine e dei bambini che, troppo spesso, sono vittime inconsapevoli dei conflitti genitoriali;
  • supportare i genitori sia nella fase conflittuale, sia nella fase successiva, per rimarginare le ferite e trasformare il conflitto in un progetto di genitorialità che tuteli il benessere delle proprie figlie e dei propri figli.

Le nostre azioni

Le nostre azioni coinvolgono tutte le fasi del fenomeno del maltrattamento, dalle sue origini – spesso latenti, sottese alle relazioni familiari e alla storia dei singoli membri – alla presa in carico delle vittime e al loro successivo riadattamento.

1. PREVENIRE

  • rendere le cittadine e i cittadini consapevoli della gravità della situazione, formare gli educatori e gli operatori dei Servizi Socio-sanitari per affrontare i casi di violenza in modo integrato;
  • diffondere una cultura di genere che sia rispettosa delle diversità, fornendo strumenti per la prevenzione e la gestione dei conflitti, nella scuola, nella famiglia e sul territorio, a partire dalla scuola dell’infanzia;
  • informare famiglie e minori riguardo i servizi a cui possono rivolgersi in caso di emergenza, e, soprattutto, alle opportunità di supporto genitoriale e familiare per prevenire relazioni disfunzionali e conflittuali che possano causare fenomeni di maltrattamento;
  • costruire una rete collaborativa nel territorio tra servizi sociali, mediatori familiari, scuola, magistratura, contesto legale; (servizi correlati: formazione nelle scuole, formazione degli operatori, home visiting, educativa domiciliare minori, consultorio familiare – psicoterapia di coppia/individuale, incontri di gruppo, mediazione familiare, consulenza familiare, mediazione culturale).

2. PRENDERSI CURA

  • prendere in carico le vittime di maltrattamento, fornendo supporto psico-pedagogico.

3. ACCOMPAGNARE IL RECUPERO

  • sostenere e accompagnare il riadattamento psicologico e il reinserimento sociale delle vittime e dei genitori. (servizi correlati: tutela minori, custodia sociale, home visiting, educativa domiciliare minori, consultorio familiare – psicoterapia di coppia/individuale, incontri di gruppo, mediazione familiare, consulenza familiare, mediazione culturale).

Le nostre azioni

Le nostre azioni coinvolgono tutte le fasi del fenomeno del maltrattamento, dalle sue origini – spesso latenti, sottese alle relazioni familiari e alla storia dei singoli membri – alla presa in carico delle vittime e al loro successivo riadattamento.

1. PREVENIRE

  • rendere le cittadine e i cittadini consapevoli della gravità della situazione, formare gli educatori e gli operatori dei Servizi Socio-sanitari per affrontare i casi di violenza in modo integrato;
  • diffondere una cultura di genere che sia rispettosa delle diversità, fornendo strumenti per la prevenzione e la gestione dei conflitti, nella scuola, nella famiglia e sul territorio, a partire dalla scuola dell’infanzia;
  • informare famiglie e minori riguardo i servizi a cui possono rivolgersi in caso di emergenza, e, soprattutto, alle opportunità di supporto genitoriale e familiare per prevenire relazioni disfunzionali e conflittuali che possano causare fenomeni di maltrattamento;
  • costruire una rete collaborativa nel territorio tra servizi sociali, mediatori familiari, scuola, magistratura, contesto legale; (servizi correlati: formazione nelle scuole, formazione degli operatori, home visiting, educativa domiciliare minori, consultorio familiare – psicoterapia di coppia/individuale, incontri di gruppo, mediazione familiare, consulenza familiare, mediazione culturale).

2. PRENDERSI CURA

  • prendere in carico le vittime di maltrattamento, fornendo supporto psico-pedagogico.

3. ACCOMPAGNARE IL RECUPERO

  • sostenere e accompagnare il riadattamento psicologico e il reinserimento sociale delle vittime e dei genitori. (servizi correlati: tutela minori, custodia sociale, home visiting, educativa domiciliare minori, consultorio familiare – psicoterapia di coppia/individuale, incontri di gruppo, mediazione familiare, consulenza familiare, mediazione culturale).

I nostri progetti

Ripercorriamo insieme le tappe più recenti e più significative della nostra esperienza.

La tela dei legami

DONNE MINORENNI VITTIME DI VIOLENZA E MINORI VITTIME DI VIOLENZA ASSISTITA

Regione Lombardia ha individuato l’ATS di Brescia per un progetto di sperimentazione – per il biennio 2021-2022 – rivolto a donne minorenni vittime di violenza e minori vittime di violenza assistita. La prospettiva da cui il bando nasce è innovativa: assumere non solo una posizione attenta sul maltrattante e sulla vittima, ma anche sul minore che assiste alla violenza e sulla famiglia stessa, costruendo, così, percorsi condivisi di tutela.

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Formazione Educatori ADM

LA TUTELA DEI MINORI NEL CONFLITTO GENITORIALE

Nel 2021 abbiamo organizzato una formazione in favore degli educatori domiciliari per minori dell’ambito 2 (Brescia Ovest), 5 (Sebino) e nel Comune di Desenzano del Garda (parte dell’ambito11).
Se da un lato nei territori considerati c’era un’alta incidenza di casi separazione altamente conflittuali, dall’altra c’era l’esigenza da parte degli educatori di riuscire non solo a gestire tali situazioni conflittuali, ma anche a conoscerle e comprenderle.

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BULLOUT

UN PROGETTO PER LA CRESCITA DI RAGAZZI CONSAPEVOLI E SICURI DI SÉ

“Bullout” è un progetto che abbiamo svolto nell’A.S. 2018/2019 a Desenzano del Garda (BS) – con l’intento, però, di poter replicarlo nei due anni successivi e anche su altri territori – e che puntava alla prevenzione, sensibilizzazione e contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

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Di nido in nido: sguardi non indifferenti

PER AIUTARE LA CRESCITA SERENA DI OGNI BAMBINO

Il progetto promuove una cultura dell’ascolto e della sicurezza per far emergere e riconoscere, sia all’interno delle strutture nido/micro-nido che nel contesto familiare, eventuali segnali di disagio o maltrattamento fisico e/o psichico dei minori, sia diretto che indiretto, come nel caso delle violenze assistite.

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Le Guerre Familiari. La pacificazione è possibile

CONVEGNO

La separazione rappresenta per tutti un evento traumatico, caratterizzato da sofferenza, incertezza e paure che si mescolano al fallimento di un progetto di vita coniugale. Ma separarsi responsabilmente è̀ possibile, come ampiamente trattato in questo convegno nazionale, giunto alla sua seconda edizione (Ottobre 2019), per permettere a figli e genitori di pensare con fiducia al domani.

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Le guerre familiari. I bambini ci guardano

CONVEGNO

La prima edizione (aprile 2018) di un Convegno nazionale che intende sensibilizzare gli operatori e l’opinione pubblica sui rischi che tanti bambini corrono nell’assistere impotenti alle battaglie dentro la propria casa.

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    2021-11-25T16:27:40+01:00
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