PROGETTO

TERZO TEMPO
Liberi di crescere

OBIETTIVI

Il Progetto ha l’obiettivo di:
• supportare i minorenni figli di detenuti;
• favorire la continuità di rapporto con il genitore recluso;
• grazie ad un supporto multiagency, mitigare e/o superare la condizione di svantaggio personale, familiare, socio-culturale, economica generata e/o acuita dalla detenzione del genitore.

PARTNER E TERRITORI

Il Progetto, con capofila la Cooperativa Bessimo, coinvolge 51 partner (con e senza budget) tra istituzioni e Terzo Settore nelle province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova.

Opera in collegamento tra il “dentro” e il “fuori” degli istituti penitenziari, tra carcere e famiglia, tra emozioni soggettive e reti di relazione tra comunità, servizi sociali, tutela minori e sistema giustizia.

AMBITI DI INTERVENTO

Elefanti Volanti SCS Onlus, Ente Partner del terzo settore bresciano, all’interno del progetto si occupa di interventi psico-educativi in accompagnamento al nucleo con:
• educativa domiciliare;
• conflittualità di coppia e mediazione familiare;
• sostegno psicologico individuale e di coppia.

Opera con la presa in carico integrata e multidisciplinare sia dei bambini e ragazzi figli di detenuti, che del genitore fuori dal carcere che del collegamento tra i due genitori, anche in misura alternativa.

Inoltre, congiuntamente agli altri Partner, cura il consolidamento e lo sviluppo delle reti territoriali, il potenziamento dei servizi e lo scambio di esperienze, competenze e tecniche di intervento a favore dei figli di genitori detenuti.

La famiglia non deve
essere perfetta.
Deve solo essere unita.

(Anonimo)

TERZO TEMPO

EDUCATIVA DOMICILIARE

Le attività educative costituiscono l’asse portante nel percorso di accompagnamento ai nuclei familiari colpiti dalla detenzione di un genitore. Gli interventi si strutturano attraverso azioni concrete e personalizzate rivolte sia ai minori sia alle madri, per favorire il benessere emotivo, la continuità dei legami e una gestione serena della quotidianità domestica.

Di seguito vengono illustrate le principali linee di azione dell’area educativa.

Favorire la relazione con il padre detenuto: accompagnare i minori agli incontri protetti e alle attività in carcere, promuovendo occasioni di relazione e condivisione.

Favorire la comunicazione familiare: facilitare il dialogo tra i figli e la madre rispetto alle esperienze vissute con il padre, favorendo la condivisione e riducendo la conflittualità genitoriale.

Elaborare la condizione di detenzione: aiutare i minori a comprendere e affrontare l’assenza del padre attraverso attività espressive e creative, anche da condividere con lui.

Lavorare sulle emozioni: fornire strumenti educativi per riconoscere, esprimere e gestire emozioni e difficoltà relazionali.

Supportare l’organizzazione domestica: promuovere l’autonomia e la collaborazione dei minori nella gestione della quotidianità e degli impegni familiari.

Sostenere i minori nella quotidianità: offrire supporto educativo nella gestione degli impegni scolastici, delle routine, degli spostamenti e delle difficoltà quotidiane.

Sostenere la madre nella regolazione emotiva: fornire strumenti per comprendere e gestire le emozioni dei figli e affrontare le difficoltà della quotidianità familiare.

Sostenere la madre nella funzione educativa: rafforzare il ruolo genitoriale attraverso strategie educative coerenti e adeguate ai bisogni dei figli.

Favorire l’accesso ai servizi: accompagnare la madre verso i servizi territoriali e i percorsi di sostegno psicologico e alla genitorialità.

TERZO TEMPO

CONFLITTUALITÀ
DI COPPIA E MEDIAZIONE FAMILIARE

La detenzione determina una profonda frattura nelle relazioni affettive e nell’organizzazione della quotidianità. In questo spazio di separazione si accumulano rancori, delusioni e aspettative divergenti tra chi si trova all’interno dell’istituto penitenziario e chi gestisce la vita all’esterno.

L’assenza di un confronto costante rischia di trasformare il silenzio in veri e propri conflitti densi di risentimento, aggravati spesso dalle difficoltà economiche e dal carico di responsabilità che grava sul genitore libero, frequentemente la madre.

Per rispondere a queste criticità, il progetto inserisce percorsi specifici di mediazione familiare — condotti anche attraverso collegamenti online per superare i vincoli organizzativi dettati dalla reclusione — con l’obiettivo di ricostruire il dialogo e ricentrare l’attenzione sui bisogni dei minori. Tra questi:

Supporto alla genitorialità condivisa: la mediazione agevola il recupero e il coinvolgimento del padre detenuto nella crescita dei figli, offrendo al contempo un sostegno concreto alla madre per attenuare il senso di isolamento nella gestione delle responsabilità quotidiane.

La tutela e la libertà emotiva dei figli: la ripresa del dialogo genitoriale consente ai minori di superare il tabù della detenzione, ponendo domande sul reato e sulle ragioni del gesto con maggiore libertà, e riducendo al contempo il rischio di emulazione grazie alla consapevolezza della sofferenza generata dall’evento detentivo.

La coerenza educativa: per il genitore che vive all’esterno, la condivisione di linee guida educative con il partner detenuto rappresenta un valido aiuto per promuovere una narrazione equilibrata della figura genitoriale.

Il superamento della cristallizzazione del conflitto: lo spazio di mediazione consente di superare la fissazione sull’immagine del partner al momento dell’arresto, valorizzando i percorsi di cambiamento e crescita personale compiuti in carcere (come i laboratori e i gruppi sulla genitorialità) e stimolando i fattori di resilienza e la progettualità futura.

La consapevolezza reciproca: il confronto costruttivo permette al genitore detenuto di mantenere una visione aggiornata delle esigenze pratiche ed economiche della famiglia all’esterno, e al genitore libero di esprimere le proprie aspettative in merito al contributo e alla corresponsabilità genitoriale.

TERZO TEMPO

SOSTEGNO PSICOLOGICO

Comprendere le esperienze personali e familiari che hanno accompagnato la storia di ciascuno è un primo passo per elaborare il passato, modificare le modalità relazionali e costruire nuove prospettive di vita.
Gli psicologi e gli psicoterapeuti di Elefanti Volanti offrono percorsi di sostegno rivolti a:

Genitori detenuti in misura alternativa: elaborare i propri vissuti, promuovere il cambiamento nelle relazioni e recuperare un ruolo genitoriale autorevole e consapevole.

Genitori liberi: rileggere la propria storia personale e di coppia, affrontare le difficoltà presenti e sviluppare una genitorialità più consapevole.

Minori figli di genitori detenuti: dare spazio alle emozioni e alle sofferenze, affrontare dubbi e domande sulla propria storia familiare, migliorare le relazioni con adulti e coetanei e costruire prospettive di vita positive e responsabili.

Gli interventi sono calibrati sull’età e sui bisogni di ciascun minore, dai primi anni di vita all’adolescenza, con particolare attenzione alle situazioni di sofferenza emotiva e ai vissuti rimasti a lungo inespressi.

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